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PRESENTAZIONE

XXIII Edizione: Mozart e Napoli

Nel Settecento Napoli era universalmente riconosciuta come la capitale dell'opera in Europa. I viaggi italiani di Mozart non potevano dunque non contemplare una tappa partenopea; grazie alla puntuale corrispondenza mozartiana abbiamo la possibilità di ricostruire piuttosto precisamente i dettagli del rapporto dei Mozart con la città, di ricollegare i commenti del giovane ma già acuto e critico Wolfgang sulla musica che ascoltava, di capire il contesto che ha nutrito l'esperienza musicale del giovane salisburghese.
Ma ‘Napoli’ per Mozart non significa solo il contatto in loco: i musicisti napoletani, soprattutto nella seconda metà del secolo, avevano ormai colonizzato l'Europa intera, e di ascendenza napoletana era in gran parte la musica che si ascoltava a Londra, a Vienna, a Monaco, a Madrid e finanche a San Pietroburgo. Per un musicista 'metabolizzatore' come Mozart, in grado di assorbire e rielaborare prodigiosamente ciò che i contesti in cui si trovava gli offrivano, la lezione napoletana intesa in senso più lato è stata sicuramente uno dei contributi fondamentali.
Negli ultimi anni inoltre la musicologia ha messo sempre più in evidenza come le radici di quello che chiamiamo comunemente 'lo stile classico' affondino in gran parte nell'elaborazione stilistica dei compositori d'opera napoletani dagli anni '20-'30 del Settecento in poi; dunque non il solo Mozart grazie ai suoi viaggi e contatti diretti, ma tutto il suo ambiente ha ricevuto impulsi decisivi da quella effervescente fucina di idee musicali che fu la Napoli settecentesca, in gran parte ancora assai poco conosciuta al grande pubblico. Il Festival 'ripescherà' dunque in parte repertorio inedito o di raro ascolto – ma vivace e di immediata comprensione –, proposto con organici piccoli nelle splendide cornici dei palazzi nobiliari e delle chiese del territorio, tratto anche dalla produzione napoletana precedente e contemporanea a Mozart. Anche il roveretano Giacomo Gotifredo Ferrari, per inciso, era di formazione musicale napoletana.
Un altro aspetto interessante è lo sviluppo artistico, letterario e musicale del topos della napoletanità, che si può ritrovare trasversalmente in diverse manifestazioni musicali e soprattutto teatrali; ricordiamo l'ambientazione napoletana di Così fan tutte, o il colore che si dava a composizioni di generi più domestici come le canzonette, oppure ad alcuni pezzi strumentali.
Tutto questo rende particolarmente interessante un confronto tra la produzione napoletana di musicisti come Domenico Scarlatti, Jommelli, Paisiello, Traetta, De Majo, Anfossi, e quella di Mozart e dei classici viennesi; una sintesi delle due 'scuole' tutta particolare, ma com'è universalmente noto efficacissima, sarà più tardi rappresentata da Gioachino Rossini: operista 'napoletano' d'adozione e d'eccellenza, ma chiamato 'il tedeschino' dai propri contemporanei per l'evidente impronta derivatagli proprio dallo studio di Mozart e dei classici d'oltralpe.
La tradizione musicale napoletana non ha perso nel tempo la capacità di stimolare la creatività musicale e teatrale: pensiamo soltanto a esperienze come quelle della Nuova Compagnia di canto popolare, al teatro di De Simone, ai Bennato; la 'napoletanità' è un concetto parlante anche per molti musicisti non italiani; ritmi e danze legate al mondo dell'antico Regno di Napoli affascinano e attirano ancor oggi un pubblico molto eterogeneo, e si dimostrano ricchi di vitalità. Il tema 'Napoli' appare perciò capace di sollecitare il rapporto tra tradizione, presente e futuro che da alcuni anni rappresenta una delle linee portanti del progetto artistico del Festival, come pure di riproporre la forza della cultura musicale come potente collante tra la tradizione mediterranea e l'area centroeuropea, tra le quali Rovereto e il Trentino si collocano come porta di passaggio naturalmente privilegiata.

Il direttore artistico
Angela Romagnoli
P.IVA 00637640228    Via della Terra 49 - 38068 Rovereto (TN) - ITALIA     
tel. +39.0464.439988     fax +39.0464.438282

 

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