Giornata conclusiva
ieri, domenica 5 ottobre, per il “Festival Internazionale
W.A. Mozart a Rovereto”, che ha terminato un’edizione
apprezzata dai critici musicali e dal pubblico. Le risposte
sono sempre state di calore ed entusiasmo. Anche ieri sera,
quando i protagonisti sono stati gli studenti roveretani sul
palcoscenico dell’Auditorium Melotti.
Trecentocinquanta spettatori hanno assistito alla loro coinvolgente
e ironica messa in scena della fiaba tedesca “Il Pifferaio
Magico”, con musiche tratte dal “Flauto Magico”
di Mozart. La rappresentazione, dal titolo “Die Lauterflöte”,
ha commosso il pubblico in sala per le grandi doti interpretative
dimostrate dagli attori, tutti allievi del Liceo “A. Rosmini”
di Rovereto, guidati sapientemente in questo lavoro dall’insegnante
e musicologo milanese Danilo Faravelli.
Nella realizzazione dello spettacolo, oltre al Liceo Rosmini
che ha messo a disposizione il corpo di ballo e gli attori,
sono state coinvolte altre scuole del territorio, anche di Trento
(in tutto un centinaio di studenti): le Barelli per il trucco
e per le acconciature, l'istituto Don Milani-Depero per le scenografie,
il Centro Moda Canossa per i costumi, la Scuola Zandonai per
le musiche.
“Quest’anno il Festival ha spiccato il volo, non
possiamo che essere contenti - commenta il presidente della
rassegna roveretana, Paolo Mirandola - anche in ragione di tutti
i giovani che siamo riusciti a interessare. Tra i protagonisti,
sia a livello di spettatori, sia a livello di musicisti coinvolti,
ci sono stati ventenni e trentenni, oltre che quindicenni se
pensiamo agli attori dello spettacolo teatrale conclusivo. Ritengo
che la critica, anche la più severa, sia stata con noi
molto attenta, generosa e precisa nella valutazione della qualità
della nostra offerta. Il futuro del Festival Mozart è
valorizzare sempre di più quei giovani esecutori di spessore
che non possono contare su uno strumento mediatico già
formato e non compaiono sui cartelloni internazionali. Musicisti
che, al contrario, sono sostanzialmente sconosciuti oppure apprezzati
in piccole nicchie culturali periferiche”.
“Il pubblico ha risposto in modo sempre positivo ad
ogni appuntamento - sottolinea il direttore artistico del
Festival, Filippo Bulfamante - e anche la critica ha apprezzato
uniformemente le nostre proposte musicali, accogliendo con
entusiasmo in particolare le esecuzioni dell’Orchestra
J. Futura, della London Chamber Orchestra, della percussionista
Evelyn Glennie e dell’Orchestra Filarmonica di Torino.
Realizzare un evento può essere anche facile, è
molto più difficile costruire un progetto culturale
che possa avere delle concrete prospettive per il domani.
Questa è la nostra ambizione: formare il pubblico futuro
della musica classica”.
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