Processo dai due lati alla figura dell'artista
Venezia, notte tra lunedì e martedì di carnevale
L'artista assorbe storie, le racconta, dà loro forma, senza del tutto
entrarci: così l'artista classico. Oppure ne è coinvolto, e in lui l'incandescenza
della materia tocca il punto più alto, perché andrà fino in fondo, bruciando
nell'incendio: così quello romantico. Nella tensione tra ordine e caos
si produce l'atto dell'arte, al dileguare del noto, all'affacciarsi
del non ancora noto, con un vertiginoso senso di inquietudine e sorpresa.
Il carnevale e la multiforme figura di Venezia, città che tenta, sembrano
il tempo e il luogo di quel confine, sorvegliato (nel nostro racconto
scenico) dal suo ultimo guardiano, un portiere di notte. Appendice infima
di un ordine generale, Amadé maniacalmente lo presidia appellandosi
al fattore K, il K del catalogo. Vi trova la propria infanzia, i propri
desideri, ma anche la mappa dell'albergo con le storie che fugacemente
lo animano, e quella di un teatro, e ancora l'immagine del mondo che,
pressato dal caos - così il nuovo necessariamente si affaccia- sta per
crollare.
Musica di Mozart trascritta e rielaborata per un organico da camera
dall'apparenza filologica - clavicembalo, quartetto d'archi, voce di
soprano- si mescola con l'irruzione di altre sonorità e forme, quelle
prodotte elettronicamente da un compositore di oggi. Il tutto in una
serie di quadri, nei quali l'azione scenica è ampiamente affidata alla
coreografia, tra momenti solistici e d'insieme, e la parola passa attraverso
l'attore in sintomatici scarti di registro.
Finisterrae Teatri
Compagnia Danza Viva
Lagarian Ensemble
Giacomo Anderle attore
Margherita Guarino soprano
Marianna Bisacchi clavicembalo
Alessandro Cotogno violino
Giancarlo Bussola violino Gianluca Zanolli viola
Fabrizio Nicolini violoncello
Massimo Biasioni composizione e elaborazione musicale
Giuseppe Calliari testo
Maria Grazia Torbol coreografie
Mariano Detassis progetto luci e scene
Alessio Kogoj regia